La designer Barbara Taramasso trova l’unicità creativa grazie alla stampa 3D

La stampa 3D nella gioielleria

Prototek è lieta di raccontarvi, in questo articolo, un case history dedicato all’utilizzo della stampa 3D nella gioielleria attraverso la testimonianza di una nostra cliente.

Il settore orafo, seppur strettamente legato alla tradizione e all’artigianalità, è stato uno dei pionieri nell’utilizzo della stampa 3D.

Sin da subito, infatti, sono stati riscontrati importanti vantaggi nella riduzione dei tempi di produzione e nel superamento dei limiti geometrici.

Nel settore gioielliero, la tecnologia 3D è principalmente utilizzata per ottenere un prototipo in resina o cera ad alta definizione. La varietà di materiali disponibili per la gioielleria consente di poter scegliere la soluzione migliore per ogni esigenza produttiva.

Il processo di realizzazione del gioiello:

  • Mediante la stampa 3D viene prodotto, in materiale fondibile, il modello disegnato in CAD dal designer.
  • Le cere vengono poste all’interno di un cilindro metallico che verrà riempito di scagliola liquida.
  • Conclusa la solidificazione della scagliola il cilindro verrà posto in uno specifico forno per microfusione e il metallo liquido, ad alta temperatura, verrà colato all’interno andandosi a sostituire alla cera (fusione a cera persa).
  • Una volta raffreddato il tutto, la scagliola verrà rotta liberando le parti in metallo.

Barbara Taramasso e la scelta della stampa 3D per le sue creazioni

Barbara Taramasso, designer di gioielli sin dai primi anni ’90, ha sempre cercato in tutte le sue creazioni l’unicità.

Le collezioni da lei realizzate racchiudono la sua passione per l’architettura, la scultura e la fotografia e confluiscono in un gioiello armonioso nelle forme, duttile per il materiale prescelto, l’argento, e inconfondibili nella definizione dello stile di chi li indossa.

La decisione di utilizzare la stampa 3D nelle sue creazioni è nata dalla volontà di superare i limiti della produzione manuale e dalla volontà di sperimentare tecniche innovative.

Le collezioni:

camera lens”, letteralmente obiettivo fotografico, è una lente ottica o un insieme di obiettivi per catturare un’immagine. Con questa collezione Barbara Taramasso è riuscita ha riprodurre la movimentazione degli obiettivi in un anello. Uno dei componenti dell’anello, infatti, si muove per 170 gradi in base all’apertura o chiusura della numerazione del diaframma. La rotazione è stata possibile solo attraverso l’utilizzo della stampa 3D che ha consentito una perfetta sincronia nel movimento.

Photo by courtesy of Barbara Taramasso

Con la collezione “orbital”, Barbara Taramasso è riuscita a mantenere un perfetto equilibrio nel gioco di pieni e di vuoti, riuscendo a raggiungere, grazie alla stampa 3D, degli spessori minimi impossibili da realizzare anche con il traforo.

Photo by courtesy of Barbara Taramasso

I vantaggi riscontrati da Barbara Taramasso sono stati:

  • Estetica pulitissima, per forma e incisioni, dei gioielli
  • Possibilità di lavorare anche su spessori minimi
  • Leggerezza e vestibilità del gioiello senza pari 

La tecnologia 3D utilizzata

Il team di Prototek, per realizzare i modelli ideati da Barbara Taramasso, ha utilizzato il processo di stampa Multi Jet Printing di 3D Systems e nello specifico la stampante 2500 W, in grado di realizzare prototipi dai dettagli incredibilmente precisi.

Mediante questo processo di stampa vengono utilizzate due cere liquide. Una cera per costruire il modello e l’altra per realizzare il supporto, successivamente eliminabile con molta facilità.

La stampa 3D con tecnologia Multi Jet Printing è ideale per applicazioni di microfusione diretta in gioielleria, odontoiatria, medicina e applicazioni aerospaziali.

Inoltre, viene utilizzata per realizzare modelli accurati ad alta definizione, prototipi per verifiche estetiche e prove di concetto, prove funzionali e modelli master per repliche siliconiche.

In generale, per tutte quelle applicazioni in cui i flussi di lavoro digitali offrono notevoli vantaggi in termini di tempo, qualità e costi.

La tecnologia Multi jet Printing consente di realizzare modelli con strati sottili anche fino a 16 micron, rivoluzionando, di fatto, l’utilizzo della stampa 3D nella gioielleria.

Prototek è l’unica azienda in Italia a disporre di ben 7 unità Multi Jet Printing operative.

Ringraziamo Barbara Tarasso per aver condiviso con noi i vantaggi riscontrati nel realizzare i suoi gioielli con la stampa 3D e per averci scelto come partner tecnologico.

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